Tradizioni

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“Il valore e l’importanza di vivere a Serracapriola è una radice di appartenenza ad un popolo e ad una cultura che si tramanda di generazioni in generazioni, sin dalle tenere fasce di età”.

Questa il progetto realizzato nell’ A.S. 2016-2017 dagli allievi della 1° AS dell’ Istituto FIANI – LECCISOTTI di Torremaggiore e Serracapriola, seguiti con passione e dedizione dal corpo docente.

Sabina Ferrero, quale assessore alla Pubblica Istruzione e unitamente all’intera Amministrazione Comunale, si complimenta con gli alunni e gli insegnanti per quanto realizzato, augurando loro di continuare a coltivare questi valori e insegnamenti.


“Se si proponesse a tutti gli uomini di fare una scelta fra le varie tradizioni e li si invitasse a scegliersi le più belle, ciascuno, dopo opportuna riflessione, preferirebbe quelle del suo paese: tanto a ciascuno sembrano di gran lunga migliori le proprie costumanze” (Erodoto). Queste le parole di Erodoto quando venne interrogato sulla solennità e sulla bellezza dei riti antichi.

Ogni paese ha i suoi usi, i suoi costumi e le sue feste difficili da descrivere, uniche nel loro genere perché nascono dal connubio di profumi, suoni, luci, giochi, famiglia, amici e fede. Difatti, nei tempi antichi le feste avevano una grande importanza poiché erano gli unici momenti di divertimento e di svago dell’anno. I riti religiosi o civili sono un momento di aggregazione sociale, di opportunità per conoscersi e rincontrarsi, un’occasione per tramandare consuetudini da una generazione ad un’altra.

L’identità serrana affonda le sue radici prevalentemente nella cultura religiosa, basti pensare al ricco calendario delle feste sacre in occasione della quali viene fuori tutto l’amor patrio ed il relativo senso di appartenenza ad un mondo contadino. Alcune di queste feste sono perdurate nonostante il passare del tempo, altre sono completamente scomparse e ne resta memoria solo nel vago ricordo di pochi anziani. Un fitto calendario di appuntamenti si snoda durante l’anno coinvolgendo comunità e turisti. Ecco alcune delle principali manifestazioni civili e religiose esistenti:

  • Festa di Antonio Abate
  • Festa di San Giuseppe
  • Festa della Maria SS.ma Incoronata
  • Festa di San Fortunato
  • Festa di San Mercurio Martire
  • Fiera di Santa Rosalia
  • Festa della Madonna delle Grazie

Festa di Sant’ Antonio Abate

Gnora patrone, pure jiè rruvète u jiorne tanto da nu desiderète, a fèste de Sant ‘Antone aspettavamme pe subbete arrabbiè a jie ballànne …” (trad. “Signora padrona, pure è arrivato il giorno tanto da noi desiderato, la festa di Sant’ Antonio aspettavamo per subito ricominciare a ballare”… ). Questa è la prima quartina di un canto in vernacolo intonato in modo scherzoso da gruppi di amici che, nel giorno antecedente la festa del Santo, si esibiscono in uno spettacolo organizzato alla buona al fine di ricevere tutti gli ingredienti necessari per trascorrere allegramente le feste carnevalesche al termine delle quali inizia il periodo quaresimale, giorni di digiuno e astinenze. In paese è ancora vivo, da decenni, il rituale di “portare u Sant’Antone”, cioè di girare per le varie attività commerciali (fino a poco tempo fa anche per le abitazioni) di parenti e amici cantando serenate accompagnate da fisarmoniche mandolini chitarre e da altri strumenti tipici della tradizione paesana come i Sciscèlè, u’ Bbuchet-e-bbù, u’Cciarin, i Troccèlè.

A capo dell’allegra compagnia c’è un volontario vestito da frate a simboleggiare il Santo che con la propria “forcinella”, una lunga asta terminante a forcina, raccoglie vino, salami, formaggi, dolci e cibi vari che verranno gustati in un banchetto organizzato l’ultimo giorno di Carnevale. I canti inneggiano al riso e al ballo e rimandano ai prodotti tipici serrani e quelli derivati dalla lavorazione del maiale. Il giorno successivo si svolge la cerimonia religiosa dedicata al Santo, presso la chiesa della Santissima Trinità. Le celebrazioni per Sant’ Antone non sono solo devozione e suggestioni popolari, ma un momento di riappropriazione del senso di appartenenza, che stimola la comunità a ritrovarsi nel segno dell’unità e della riconciliazione.

Contributo video

Nell’abito del progetto UDA “Serracapriola: tradizioni di una vita gli studenti della classe 1^AS dell’I.S.S.S. Fiani – Leccisotti di Torremaggiore hanno realizzato un breve video in cui si assiste alla performance di un gruppo di amici che si esibisce la sera precedente la festa di Sant’Antonio, cantando in vernacolo serenate accompagnate da fisarmoniche, mandolini, chitarre e da altri strumenti tipici della tradizione paesana come i Sciscèlè, u’ Bbuchet-e-bbù, u’Cciarin, i Troccèlè.

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Festa di San Giuseppe 

I festeggiamenti in onore di San Giuseppe sono legati a due tradizioni, l’una pagana e l’altra culinaria: falò e zeppole. Negli ultimi anni il rituale del falò è mutato perché, fino a poco tempo fa, ogni rione accendeva il suo falò; oggi invece si è deciso di realizzare un’unica e maestosa pira in Piazza Castello, il fæóne de Sæn Gesæppe. Fin dalle prime luci dell’alba, giovani e adulti, con l’ausilio di macchine agricole, trasportano nel piazzale i cosiddetti “ceppi” ossia i rami residui dalla potatura degli olivi secolari, scelta non casuale, ma che rappresenta un chiaro riferimento religioso. Attraverso la purificazione del falò, composto da rami di ulivo, si evoca il supporto dell’Altissimo come segno di buon auspicio per un’ annata rigogliosa nei campi.

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Nel pomeriggio, mentre venditori ambulanti si dispongono lungo Corso Garibaldi per esporre i loro prodotti, inizia la chælæte e la nghiænæte pe sotto æll’albritte cioè la passeggiata lungo il grande viale alberato. L’appuntamento religioso è nel tardo pomeriggio con la Santa Messa presso la chiesa di San Maria in Silvis per celebrare il Santo. Al termine della funzione, la cittadinanza confluisce tutta in Piazza Castello per assistere alla benedizione delle frasche da parte del parroco.

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C’è sempre un esperto ad accendere il fuoco in modo accurato e omogeneo, poi tutti ammutoliti a guardare le fiamme alzarsi e ad ascoltare con orgoglio il crepitio degli arbusti che ardono. Anticamente i più temerari si cimentavano nel “salto del falò”, a testimonianza del coraggio e dello sprezzo del pericolo. Questo antico rito è accompagnato da musiche e suonate popolari, danze, balli e degustazione di prodotti tipici locali tra cui le famose zeppellille de Sæn Gesæppe, frittelle salate e dolci.

Contributo video

L’intervista è stata realizzata dagli alunni della classe 1^AS dell’I.S.S.S. Fiani – Leccisotti di Torremaggiore (FG) nell’ambito del progetto UDA “Serracapriola: tradizioni di una vita”.

Gli studenti hanno “eletto” le zeppole, come emblema della trazione pasticcera serrana per la festa di San Giuseppe.

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Festa di Maria SS.ma Incoronata

Da secoli il popolo serrano invoca e venera Maria SS.ma Incoronata, la cui festa cade annualmente l’ultima domenica di Aprile. La statua lignea dell’Incoronata, di fattura settecentesca, considerata tra le più belle e pregevoli della Puglia, è conservata insieme alle altre statue nella chiesa di Santa Maria in Silvis. A dare ufficialmente il via ai festeggiamenti è la scesa e la vestizione del simulacro di Maria SS.ma. La data stabilita per questo toccante e solenne rito è il primo lunedì successivo alla Santa Pasqua.

Alla presenza del parroco e di chiunque voglia partecipare, la statua viene fatta scendere dal suo abitacolo e deposta sul sagrato della porta secondaria della chiesa. Dopo averla salutata con una preghiera biblica, i fedeli eseguono con devozione la vestizione, adornando il simulacro con un manto, simbolo di protezione, una triplice corona in argento posta sul capo, orecchini, una corona del Rosario tra le mani, due angeli ai lati, una calderella all’interno della quale è posto dell’olio di oliva benedetto e un omaggio floreale da parte della comunità. Così agghindata, la statua è pronta per essere adorata dai fedeli. Il sabato che precede la festa, dopo i tradizionali tre colpi di mortaretti che aprono la giornata festiva, viene celebrata la Santa Messa in ricordo dell’apparizione della Vergine con la benedizione dei ramoscelli di quercia, distribuiti poi ai fedeli. Nel pomeriggio, la comunità parrocchiale si incontra poco fuori Serracapriola, in località Passo San Giacomo, e guidata dal parroco inizia la peregrinatio ex poenitentia.

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Il pellegrinaggio penitenziale costituisce un elemento rilevante delle costumanze serrane perché per i fedeli è una manifestazione cultuale da compiere con dedizione alla tradizione e con sentimento religioso intenso. Soli, con la loro fede e le loro preghiere, i pellegrini iniziano il cammino, preceduti dal chierichetto con la croce, dal parroco e da un carro, trainato da buoi, sul quale è adagiata una riproduzione dell’icona della Madonna Incoronata. Percorrono il tratto della Sp. 44, Fontanine e contrada S. Barbara fino ad arrivare in paese.

Qui, prima dell’ingresso, si compiono tre giri intorno alla chiesa, un chiaro riferimento alla Trinità. Entrati nella chiesa, l’icona delle Vergine viene celebrata con l’antico inno dell’Akatistos, mentre il parroco in ginocchio, in atto penitenziale, raggiunge l’altare maggiore per baciare l’icona. La sera in piazza c’è sempre uno spettacolo musicale. Il giorno successivo la banda sfila per le vie del paese fino ad arrivare a Santa Maria in Silvis dove entra per intonare il saluto alla Santa Vergine.

Il simulacro viene portato in processione fino alla piazza principale che, in occasione della celebrazione della Santa Messa, viene addobbata da festose e barocche luminarie. L’esibizione di famose orchestre provenienti dai paesi limitrofi e lo spettacolo di fuochi pirotecnici chiudono la festa.

 


Festa di San Fortunato

San Fortunato è il compatrono di Serracapriola insieme a San Mercurio Martire.

L’incontro ufficiale delle reliquie del Martire con la comunità serrana risale al lontano 1726. La devozione verso il Santo crebbe così tanto che, nel 1726, il Martire fu proclamato patrono “minus principalis” dal vescovo di Larino.

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La secolare festa, che si svolge tra l’ultima domenica di maggio e la prima di giugno, è organizzata con tanto impegno, amore e dedizione da parte dei vari comitati organizzatori. La mattina della domenica, un colpo secco di petardo segna l’inizio della festa. Nella parrocchia di Santa Maria in Silvis, vengono celebrate tre messe per permettere a tutti i fedeli di partecipare e viene esposta la preziosa urna ottocentesca in argento che conserva quasi tutto il corpo del Santo. Dopo la funzione, la banda musicale si snoda da piazza Castello per fare il giro lungo le vie del paese. Anche in questa occasione, terminata la sfilata nel borgo, la banda entra in chiesa per il tradizionale saluto musicale al Santo.

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Dopo la funzione, c’è il lancio dei mortaretti e un’altra performance della banda in piazza. Fino a qualche anno fa c’era il gioco de l’albero o palo della cuccagna, cimento della tradizione contadina. Si trattava di un palo d’albero piuttosto alto, sulla cui sommità era posta una ruota da cui penzolavano alcuni generi alimentari, come salumi e altre leccornie.

Il gioco consisteva nel riuscire ad arrampicarsi sul palo, ricoperto di grasso, sino a raggiungere la cima e strappare qualcosa di ciò che vi era appeso, impresa sicuramente non facile! Nel pomeriggio, si svolge la processione con il reliquario portato a spalla dai devoti. Per le virtù taumaturgiche manifestate nel volgere degli anni, il braccio di San Fortunato, oltre che per il bene della comunità, viene portato al capezzale degli infermi che invocano ardentemente il Santo per guarire.

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L’ itinerario varia ogni anno, tuttavia confluisce sempre in Piazza Castello. La sera c’è il concerto dell’orchestra. Anche il lunedì lo sparo mattutino segna l’inizio della festa con la messa e la musica della banda. Il festeggiamento prosegue con le persone assiepate su corso Garibaldi per non perdersi la magia dei fuochi pirotecnici e con l’attrazione del Luna Park per il divertimento di grandi e piccini.


Festa patronale di San Mercurio

La festa di San Mercurio è una splendida occasione per la comunità serrana di ritrovare la sua comune identità intorno ad un importante simbolo qual è il suo Santo protettore, una ricorrenza importante e sentita da tutti i cittadini che si ritrovano in piazza e a pranzo con parenti e amici.

Negli stessi giorni vi si svolge anche un’ antica e tradizionale sagra di bestiame, degli attrezzi agricoli e dei prodotti casalinghi nota come la fiera di Santa Rosalia. I festeggiamenti del Patrono hanno la regolare durata di tre giorni, dal 3 al 5 settembre, e sono caratterizzati dalla processione, dalla festa religiosa e civile. Di San Mercurio, soldato e Martire di Cristo, il paese  conserva il reliquario contente il braccio e  l’anca del Santo.

Fino al 2002, le sacre spoglie erano custodite presso la chiesa di San Mercurio, poi, a causa della chiusura dell’edificio per motivi di sicurezza, l’urna è stata trasferita in Santa Maria in Silvis. Il 3 Settembre iniziano i festeggiamenti con il fragore  dei tradizionali mortaretti sparati alle 8 del mattino. Il rito religioso si svolge nella chiesa di Santa Maria. Terminata la funzione, i fedeli si spostano sul corso principale del paese per passeggiare al fresco, all’ombra dei lecci.

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Nel pomeriggio si celebra la Santa Messa con la consegna simbolica, da parte dell’Amministrazione Comunale e del Comitato festa, della palma e della corona d’ argento, simboli rispettivamente del martirio del Santo e della devozione dei fedeli, che vengono adagiati ai piedi del Santo e sistemati al rientro della processione. Il secondo giorno, dopo i classici petardi sparati al mattino, il programma della festa patronale prevede due funzioni religiose così da permettere a tutti i fedeli di partecipare. Frattanto, la banda musicale dopo la sfilata per le vie del centro, entra in chiesa per il tradizionale saluto al Patrono. Termina la messa, presieduta dal vescovo, i cittadini assistono divertiti ad un nuovo lancio di mortaretti mentre in Piazza Castello si svolge il concerto della banda.

Nel pomeriggio l’urna dorata, con i resti del Patrono, esce dalla chiesa condotta a spalla dai devoti e, accolta da applausi preghiere e petali di fiori, viene fatta sfilare lungo le vie del paese, abbellite e colorate dalle preziose coperte che i devoti espongono dalle finestre e dai balconi delle loro abitazioni. Al corteo partecipano non solo l’Amministrazione Comunale di Serracapriola e i cittadini serrani ma anche, in forma ufficiale, l’Amministrazione Comunale di Toro, comune della provincia di Campobasso gemellato con Serracapriola.

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Ogni anno si assiste allo scambio di visite fra le due comunità. Tra i momenti più toccanti e commoventi della cerimonia vi è la sosta davanti la chiesa di San Mercurio e quella davanti Palazzo Arranga durante la quale due corone di alloro vengono deposte sulle lapidi a ricordo di tutti i concittadini caduti in guerra.

La processione confluisce in Piazza Castello e si conclude con una messa su un palco appositamente allestito. In serata il concerto dell’orchestra; i cittadini, seduti comodamente ai tavolini dei bar collocati attorno alla piazza e presi d’assalto quando i piedi cominciano a far male, ascoltano l’orchestra e rivedono amici e parenti, magari tornati dall’estero per il riposo estivo. L’ultimo giorno di festa, la Santa Messa per gli immigrati serrani sparsi nel mondo è ormai appuntamento fisso ogni anno.

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La sera, l’esibizione di cantanti è un momento molto atteso dal pubblico che affolla Piazza Castello.  Tra bancarelle di giocattoli, rumori, suoni, miscellanee di profumi e sotto le luminarie che fanno da cornice alla Piazza e alla fontana del capriolo, la gente attende con il naso all’insù lo sparo dei fuochi pirotecnici che segna la fine della festa.


Fiera di Santa Rosalia

La fiera di Santa Rosalia è un grande evento popolare di tradizione secolare che accompagna la festa patronale di San Mercurio e si svolge il 4 settembre di ogni anno. Istituita nel 1600, la fiera nel 1739 si chiamava “di San Berardino” dal nome del Santo Patrono dell’epoca.

Nei primi anni del 1900 si organizzava saltuariamente in concomitanza con la festa di S. Anna. Dal 1946 si abbina alla festa di S. Mercurio, Patrono di Serracapriola col nome di “fiera di S. Rosalia”.

Oggi continua la tradizione caratterizzata dalla vendita di prodotti tipici dell’artigianato locale e non. Il corso centrale è invaso da commercianti e artigiani provenienti anche da luoghi limitrofi che espongono i loro prodotti: animali –principalmente suini- attrezzi agricoli, alimenti, oggettistica per la casa, dolciumi e vasellame.

Il piatto di rito di S. Rosalia è la pampanella, carne di maiale trattata con peperoncino piccante, paprica, sale, aglio e aromi naturali; infine arrostita lentamente in un’ampia teglia così da prendere un sapore piccante ed un colore rossiccio. La pampanella, pietanza risalente all’epoca dei Gonzaga, è molto apprezzata e richiesta soprattutto dai turisti.

Contributo video

L’intervista è stata realizzata dagli alunni della classe 1^AS dell’I.S.I.S.S. Fiani- Leccisotti per il progetto UDA “Serracapriola: tradizioni di una vita”.

Gli alunni hanno assistito alla preparazione della “pampanella”, piatto di rito della festa di Santa Rosalia.

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Festa di Santa Maria delle Grazie

E’ una festa di tradizione secolare che unisce nella devozione le comunità di Serracapriola e di Chieuti, salvate miracolosamente da Maria SS. dall’ invasione dei Turchi avvenuta il 4 agosto 1567.

Si racconta che un drappello di soldati turchi, avvezzi alle scorrerie lungo la costa adriatica, sbarcò ad una quindicina di chilometri da Serracapriola, giungendo presso la chiesa annessa al convento per fare razzie.

Secondo la tradizione, uno dei pirati turchi fu colpito da un fulmine. Questa scena si può tutt’ora osservare sulla parte desta dell’altare maggiore, dove è affrescato il miracolo.

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Spaventati i pirati fuggirono verso la costa, senza fermarsi nel piccolo borgo cintato di Chieuti, i cui abitanti furono salvi proprio a seguito del miracolo mariano. A riconoscenza perenne della grazia ricevuta, ogni anno a luglio si svolge una toccante cerimonia che nata come festa liturgica, man mano è stata sviluppata dalla famiglia francescana con iniziative esterne: la banda musicale, mercatini di beneficenza, fuochi pirotecnici e, dal 2011, anche il complesso di musica leggera.

Come da tradizione tre giorni prima della Festa il quadro della Madonna viene trasferito dal Convento dei Padri Cappuccini alla chiesa di San Giorgio Martire di Chieuti per essere venerato dai fedeli del luogo.

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Alle ore 5:00 del 2 luglio, si rinnova il tradizionale pellegrinaggio a piedi dei fedeli chieutini per riportare al convento di Serracapriola l’icona della Madonna. Il dipinto, adagiato su un calesse trainato da un pony, è accompagnato lungo tutto il tragitto da cavalieri, da frati, dal sindaco di Chieuti e da tanti fedeli. Il percorso a piedi è di quattro chilometri lungo la strada interna Chieuti-Serracapriola.

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Arrivati al convento dopo quasi due ore di cammino, i pellegrini, accolti dal frate cappuccino, partecipano alla Santa Messa a loro riservata.

Terminata la funzione, il quadro viene riposto sull’altare del Convento e i chieutini riprendono la strada del ritorno.


Serracapriola Tradizioni 15062017


Ringraziamenti

Il presente lavoro è stato realizzato dagli alunni della classe 1^AS dell’I.S.I.S.S. Fiani – Leccisottti di Torremaggiore, plesso di Serracapriola coordinati dalla docente Paola D’Anzeo.

Corre l’obbligo di ringraziare tutti coloro che a vario titolo hanno dimostrato impegno, competenza ed esperienza contribuendone all’attuazione.

Un grazie sentito va al Dirigente scolastico, prof. Giancarlo Lamedica, all’Amministrazione comunale ed all’Assessore alla cultura Sabina Ferrero, ai docenti di Serracapriola che hanno sostenuto e incoraggiato l’iniziativa progettuale con fiducia e disponibilità.

Ringraziamo per i loro preziosi consigli Don Renato Orlando, Giuseppe Galante, Giuseppe Gentile, Lilia Brancacci sempre impegnati a conservare la memoria storica di Serracapriola; la dott.ssa Maria Chiara Ferrucci (curatrice dell’aspetto grafico) e Ivana Ciarallo, Ernesto Carrara e Don Nico D’Amicis per le fotografie.

Infine, grazie a Eleonora Barbato e Gino Belpulsi per la partecipazione alla realizzazione dei video.

Presso la sede comunale e scolastica sono presenti, per chi ne voglia prendere visione, liberatorie a norma di legge per l’utilizzo di quanto pubblicato.

Grazie a Voi tutti!!!

 

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